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Ciao ,
Sono state settimane intense, ma hanno dato i loro frutti. Nel primo diario di viaggio ti ho raccontato delle ambizioni con il quale stavo approcciando al mio primo film. L'obiettivo è quello di affrontare un tema ampio come quello dell'intelligenza, parlando però di cose che sono "molto vicine". Ecco, in queste settimane ho cercato quelle "cose vicine", e credo di averne trovata qualcuna.
Tanto per cominciare, sono arrivate nuove conferme che hanno portato a nove le persone che intervisterò all'interno del film. Tra loro ci sono amici e persone che non vedo l'ora di conoscere, psicologi e ingegneri, fisici e filosofi, autori di bestseller… e un allenatore campione del mondo! Ma soprattutto, persone che offriranno la loro prospettiva unica sul tema, aiutandomi a svilupparlo al meglio. Nelle prossime settimane ti dirò chi parteciperà al film, per farlo sto aspettando che l'elenco sia definitivo perché sono ancora in attesa di un paio di conferme alle quali terrei molto…
Ad ogni modo, avere un elenco sostanzialmente definitivo mi ha aiutato anche a definire meglio gli angoli che voglio esplorare a proposito dell'intelligenza umana. Per prima cosa il film sarà diviso in tre parti: la prima sarà più centrata sulla prospettiva psicologica, la seconda su quella sociale e la terza… beh, la terza parlerà di felicità !
Per quanto riguarda gli argomenti, saranno inevitabilmente presenti alcuni dei grandi temi legati all'intelligenza, come ad esempio il ruolo dell'educazione, il rapporto tra intelligenza e talento, l'intelligenza collettiva e quella artificiale. Ma come ti dicevo vorrei provare ad andare oltre, a dare un taglio che sia personale non soltanto per me o per gli intervistati, ma anche per gli spettatori.
Ad esempio, prova a pensare alla prima volta in cui ti sei sentitə intelligente, oppure alla prima in cui ti sei sentitə stupidə. Cosa hai provato? Hai mai sentito la necessità di dover dimostrare la tua intelligenza? O al contrario, ti è mai capitato di doverla nascondere, magari per non far soffrire o sentire a disagio una persona?
Ho pensato a lungo in questi mesi ai risvolti personali che aveva per me questo tema, ad esempio ce ne è uno che probabilmente sarà capitato anche a te perché era un grande classico dei professori a scuola: «è intelligente ma non si applica». Non ho mai capito bene questa frase, ma in qualche modo sottintendeva il fatto che poiché secondo loro ero "intelligente", allora era colpa mia se non ottenevo più risultati. Il che è diverso da dire "se vuoi hai le risorse per fare meglio", cosa che in effetti vale per ciascuno di noi. In qualche modo l'intelligenza era qualcosa di oggettivo, sempre a disposizione, che qualcuno aveva e altri no. Non ho mai sentito dire la frase contraria "si applica, ma non è intelligente", curiosamente però non so te ma per me queste due frasi avrebbero forse un valore diverso rispetto a come verrebbero utilizzate.
O ancora, per vedere il peso sociale che ha l'intelligenza, fai questo semplice esperimento: prova a dare dello "stupido" a qualcuno. Prendi anche la persona alla quale sei più legata: probabilmente potrai dirle che è brutta, aggressiva, finanche egoista… ma forse nulla la ferirà come dirle che è stupida. Perché?
Ecco, nel documentario proverò a rispondere a queste domande, o meglio a cercare le domande che si celano dietro a questi angoli… ma prima di concludere questo secondo diario di viaggio (l'ultimo prima di spostarmi negli Stati Uniti per cominciare le riprese) voglio farti una domanda:
tu sei intelligente? |